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LA PAPESSA, Arcano maggiore della conoscenza

Le sue parole chiave: Introspezione, Segreto, Concentrazione, Intuizione, Mistero, Pazienza...

I simboli presenti su questa carta identificano la Papessa nella dialettica di due mondi: il mondo materiale, simboleggiato da una Bibbia color carne, ed il regno celeste, rappresentato dalla tripla corona dei Papi.

Dietro di lei, un velo blu chiaro dissimula il sapere celeste, che è la sola a conoscere.

La Papessa è l'unico personaggio del Tarocco nel quale il cappello supera leggermente la cornice della carta: la sua conoscenza e la sua saggezza sono infinite.

Nell'antichità, era il simbolo della Grande Madre e del Femminile.

In lei, la donna può ricevere, essere fecondata, poi può creare nel suo ventre un altro essere, da la vita. La donna è più grande dei misteri, l'interrogazione ultima e infinita. Sembra detentrice della vita e della morte, nel contempo materna e castratrice, amorevole e divoratrice...

Il suo significato in amore: pazienza, moderazione, gravidanza o nascita.
Il suo significato al livello professionale: aspettative, tirocinio, studi.
Il suo significato alle livello finanze: buona gestione, equilibrio, prudenza.

IL MATTO, Arcano della liberazione

Contrariamente agli altri 21 arcani maggiori dei Tarocchi, il Matto, non ha numero. Alcuni danno a questa carta il numero 0, altri il numero 22. Il Matto è libero, libero come il vento, va verso la sua destinazione. Pazzo per i comuni mortali, il Matto avanza sulle terre vergini della conoscenza.

La lama rappresenta un uomo dall'andatura dinamica con delle calzature medievali rosse, il piede destro avanzato, il piede sinistro leggermente sollevato nel senso della marcia. Nella sua mano destra, un bastone d'oro, quello del pellegrino, del vagabondo, del pastore.

Possiede le stesse virtù dell'Eremita, quelle della fertilita' e della rigenerazione.

Nella sua mano sinistra, tiene un bastone bianco al quale è attaccato un fagotto di color carne. Il Matto non porta niente, la sua bisaccia è vuota. Il bastone è bianco, simbolo di spiritualizzazione della materia.

Ciò che porta non si conta né si vende, è la sua fede, le sue certezze, la sua speranza e la sua parte di divino.

Non presta attenzione al cane che gli strappa le scarpe e gli scopre la parte alta della coscia. Quel cane evoca tutto ciò che potrebbe trattenere, materialmente, il Matto.

I cinque sonagli sul suo copri spalla ed il suo cappello ricordano un buffone. In questo caso il buffone è la parodia dell'Io, rivelatore della dualità dell'essere.

Al Medioevo il buffone faceva parte dell'entourage del re. Visto come "l'altro me" dell'uomo, porta progresso, equilibrio, ed obbliga a cercare l'armonia interiore.