La torre, tarocchi di Klimt

La torre dei tarocchi di klimt ha una rappresentazione singolare e altrettanto interessante. In primo piano, due persone molto magre (scheletriche) sembrano tenute a testa in giù da alcuni rami che escono da un tetto di un edificio, in secondo piano. I corpi sono come sommersi a poco a poco da una sostanza che sembra il tronco di un albero. E’ come se fossero stati puniti dalla natura.

L’ocra profondo dello sfondo e l’oro dei rami contrastano molto con i colori piuttosto spenti dei corpi in primo piano. I rami dipinti con oro brillante rappresentano la vita, mentre i corpi non mostrano più nessuno segno di vita visto il colore della loro pelle, le ossa visibili, e l’assenza di pelosità.

Questa carta fa capire al consultante una cosa molto precisa: dovrà affrontare una prova difficile.
Questo arcano è sinonimo di trasformazione, rinnovamento, e di cambiamento. È la carta dell’interruzione ma anche quella della presa di coscienza.
Invia un messaggio di avvertimento che se ascoltato in tempo, permette di proteggerci dalle insidie e dalle conseguenze di una scelta sbagliata.

L’appeso

L’impiccato, appeso per la caviglia sinistra a una trave come prescriveva la consuetudine medioevale per i debitori, fa riflettere sull’inevitabile sofferenza che sempre accompagna l’esperienza terrena, l’impotenza contro le difficoltà, la necessità di accetare le limitazioni e il sacrificio in attesa di tempi migliori. Il dolore è il passagio iniziatico obbligato per chi mira alla conoscenza: nulla di duraturo e importante, quindi, può essere ottenuto senza l’attesa e il dono di sé. 

La Torre

La torre dell’arcano è la torre di Babele, costruita per egoismo e ambizione. Una costruzione vivente, sensibile ma scoperchiata dalla folgore divina, intervenuta per punire l’arroganza, la presunzione, la smodata ricerca di perfezione esteriore. I due personnaggi che nell’ambizione hanno troppo preteso, dimenticando di fare i conti con la realtà, vengono precipitati dall’edificio, insieme a una pioggia di massi.

L’arcano della Torre, uno dei peggiori del mazzo, più drastico a diritto che a rovescio, rappresenta il perno filosofico della necessità del male come aspetto complementare del bene o come condizione che lo precede.