Simboli ed interpretazioni degli arcani minori : Assi & coppe

Composti da 56 carte, gli arcani minori completano l’interpretazione dei maggiori attraverso i quattro elementi principali e i numeri. I quattro elementi simboleggiano i diversi stati attraverso i quali passa l’essere umano :
ACQUA, simbolo dell’istinto incosciente e della disponibilità.
TERRA, simbolo di solidarietà, concentrazione e resistenza.
FUOCO, simbolo di ardore, di entusiasmo, di energia e di creazione.
ARIA, simbolo di legame e di movimento.

Nei tarocchi ogni segno corrisponde ad un elemento :
– Le COPPE all’elemento ACQUA, rappresentano la sensibilità e gli affetti (sentimenti, amore, vita affetto , felicità).
– I DENARI all’elemento TERRA, rappresentano la materialità (guadagni, transazioni, interessi finanziari, prestiti), simbolo di una buona salute economica per una societa.
– I BASTONI all’elemento FUOCO, rappresentano l’ardore e l’entusiasmo (iniziative, forza e potere nelle decisioni).
– Le SPADE all’elemento ARIA, rappresentano l’intelletto o l’apertura spirituale ma anche le difficoltà, prove o malattie.

Gli ASSI, simboli di riuscita e d’intelligenza

assi arcani minori

L’asso o l’Uno segna un punto di partenza, un’origine. La sua presenza indica la gioia, la felicità, e consenso. Le decisioni saranno prese con intelligenza.
L’Asso di coppe è rappresentato da un tabernacolo che evoca la ricettività. I progetti si realizzano e le nuove prospettive si concretizzano. Avvicinata alla carta del Sole, del Bagatto, dell’Imperatrice o della Stella, conferma l’amore o un nuovo incontro.

L’asso di denari è uno splendido denaro d’oro circondato di gambi fioriti. Simboleggia il benessere e la riuscita in tutti i livelli, nonché la stabilità.

L’asso di Bastoni, raffigurato da una mano che impugna in maniera decisa un bastone, simbolo di comando, rappresenta la ragione e l’azione. Indica un potere autoritario e virile. La sua presenza è sinonimo di ordine. E’ una carta rassicurante per il futuro e piena di energie positive.

L’asso di spade rappresenta una mano rigida che tiene una spada con la punta rivolta verso l’alto, simbolo di coraggio e di fatalità. Questa punta è nascosta da una corona d’oro che simboleggia il potere. È la lama della ragione e dell’intelligenza.

Le COPPE, simboli di ricettività

Le COPPE, simboli di ricettività

Il due conduce alla rivalità e alla dualità. La sua presenza indica una lotta affettiva. Annuncia dei malintesi e dei disaccordi. Il consultante si trova in conflitto con qualcuno.

Il tre ci ricorda che l’uno domina la dualità. La sua presenza porta le soluzioni ai problemi ed alle difficoltà. È sinonimo di gioia, di spontaneità e di crescita, di una liberazione per una rinascita imminente.

Il quattro forma il quadrato della stabilità. La sua presenza in un gioco è rassicurante perchè il consolidamento, la padronanza e l’affermazione si impongono su tutti i campi.

Nel cinque di coppe, quattro coppe circondano una quinta che si trova al centro. Quest’ultima centrale è un elemento nuovo che si aggiunge alla solidità del quattro e da a questa carta il significato di equilibrio. La sua presenza porta armonia. Le speranze sono in forte via di realizzazione e si orientano con saggezza, sicurezza e sottigliezza.

Il sei di coppe è rappresento da un’asta fiorita che divide due file composte da tre coppe allineate in senso verticale. Questa separazione evidenzia un’opposizione, la scelta tra il bene ed i male. La sua presenza ci parla di sacrifici, di ostacoli che frenano la realizzazione dei nostri progetti.

Il sette di coppe annuncia un successo ed una trasformazione positiva fondata su delle solide basi. La sua presenza influenza positivamente le situazioni che circondano il consultante.

L’otto di coppe è rappresentata da due coppe centrali in segno di dualità, inquadrate in alto da tre coppe (spirituale), e da tre coppe in basso (materiale). Il numero Otto detto cosmico, indica un equilibrio che viene da trasformazioni violente. La sua presenza avverte dei conflitti e delle opposizioni. Turba in particolare la vita affetiva.

Il nove di coppe è rappresentato tre ternari, ossia tre coppe su tre linee. Il numero nove indica una trasformazione, un nuovo ciclo. La sua presenza porta tranquilità e gioia. Contribuisce alla felicità e alla pace.

Il dieci di coppe rappresenta nove carte dominate da una decima che si trova in alto. Il numero dieci, forte e potente, permette di raggiungere la vetta. È indice di trasformazioni positive e benefiche.

I personaggi della famiglia delle coppe, simboli dei legami affettivi

I personaggi della famiglia delle coppe, simboli dei legami affettivi

Re di coppe
Questa carta viene raffigurata da uomo con la barba bianca, simbolo di anni di esperienza, che porta una corona (segno di potere) e tiene una coppa d’oro nella sua mano destra. Questa lama rappresenta un uomo gentile, devoto e benevolo. Indica il consultante stesso, un coniuge, un padre o un amico. È molto favorevole all’attività professionale. Ha un’influenza benefica perché è simbolo di protezione.

Regina di coppe
La Regina di coppe viene rappresentata da una donna vestita di blu e rosso che, come il Re di Coppe, tiene nella sua mano destra una coppa d’oro. In questo caso la coppa è chiusa, non puo’ ricevere ne donare, e dimostra un senso di chiusura e passività. Nella mano sinistra impugna uno scettro a forma di spada che impone un’autorità affettiva. Incarna la consultante stessa, la coniuge, l’amica, la madre, la sorella,. Poco favorevole all’attività professionale e materiale, facilita invece le relazioni e le amicizie. Ha un’influenza positiva sugli aspetti affettivi.

Fante di coppe
Un giovane uomo che sta camminando tiene nella sua mano destra una coppa aperta, pronta a ricevere. Nella sua mano sinistra ha una corona di fiori, simbolo d’amore e d’armonia. Questa lama rappresenta un uomo giovane e devoto, servizievole o a volte timido. Incarna il consultante stesso, il fidanzato, il figlio, il fratello o l’amico. E’ una conferma di sentimenti sinceri.

Cavaliere di coppe
Un giovane uomo tiene nella sua mano destra una coppa aperta, simbolo dell’offerta. Indica un cambiamento a livello affettivo, un nuovo incontro. Protegge e rinforza i legami esistenti.

Questo è l’inizio dei miei articoli sugli arcani minori, ne seguiranno rispettivamente tre sulla famiglia dei denari, dei bastoni e delle spade. Spero essere stata abbastanza chiara ed esauriente sull’argomento, permettendovi di comprendere meglio il ruolo di queste carte nei nostri tiri. Vengono a completare ed affinare la risposta data dagli arcani maggiori. Ditemi se vi è piaciuto!

Le carte dei Tarocchi, tecniche e significati ancestrali

Tecnica e colori

Nel medio evo, la creazione e i colori dei tarocchi si avvicinano molto di più all’arte che all’industria. In effeti, i primi erano realizzati interamente a mano sovrapponendo tre fogli di carta differenti sui quali si disegnavano poi le figure: un vero lavoro d’orafo! Certi tarocchi antichi contengono infatti dei fogli d’oro…

Con l’arrivo della xilografia (secoli XIV e XV), i personaggi sono oramai incisi su dei pezzi di legno che si inchiostrano e che vengono posti poi sulle carte. Grazie a questa tecnica, gli artisti ottengono una precisione migliore nei tratti e nei contorni dei personaggi.

Per risparmiare sui costi di produzione all’epoca della fabbricazione dei giochi popolari, gli artisti utilizzano la tecnica dello stencil per colorare le carte xilografate.

Per quanto riguarda i colori, ai 4 colori primari (giallo, blu, verde, rosso) si aggiunge il bianco, che viene riservato alla parte dei visi e delle mani dei personaggi. L’assenza di colore su alcune parti del corpo sembra volontaria e simbolica, ma certi preferiscono interpretarla piuttosto come un problema legato a fattori economici.

I colori, simboli di un’epoca

Questi 5 colori principali avevano un forte significato simbolico all’epoca in cui i tarocchi sono stati concepiti, anche se oggi non daremmo lo stesso significato.
Bianco: simbolo del battesimo, dell’entrata in religione.
Verde: fertilità, vita, nascita. Era associato anche alla guarigione per i medici.
Giallo: colore positivo oggi, ma poco apprezzato nel Medio Evo. Questo colore ambivalente designava i traditori che venivano chiamati “giallo”. Tuttavia la maggior parte dei personaggi dei tarocchi hanno i capelli biondi, a causa del fascino per il biondo durante quest’ epoca.
Rosso: associato alla chiesa, evocava la passione del Cristo nonché il supplizio dei martiri. Era anche il simbolo dell’amore e del cuore, da dove viene il vestito di color vermiglio portato dalle giovani spose del medio evo. Portare del rosso era segno di ricchezza, di nobiltà e d’ immortalità.
Blu: Prima di essere detronizzato dal rosso, era il colore più in voga nel Medio evo. Considerato come un colore caldo, il blu simboleggiava la vita, la fecondità ed il rinnovo.

Non è quindi una coincidenza se i due colori che dominano i tarocchi antichi sono il rosso ed il blu: queste tinte erano i colori più nobili dell’epoca ed erano riservati ai signori o alle persone di importanza.

A partire dal XVII secolo, il simbolo dei colori comincia a cambiare e, oggigiorno si associa piuttosto il rosso all’azione, all’energia, alla forza, all’impulsività, alla passione; il blu all’intuizione, alla fecondità, alla passività, alla dolcezza, agli affetti, alle emozioni, alla malinconia; il giallo al successo, alla luce, alle forze vitali, allo sfavillio interiore ed esterno; il verde alla fertilità, alla natura, al progresso; ed il bianco alla purezza, alla castità e alla verginità.

I coloranti

Per fabbricare questi colori, gli artigiani utilizzavano i pigmenti naturali di origini minerali, vegetali e addirittura animali! Questi pigmenti poco costosi avevano il vantaggio di avere una resistenza alla luce.

Verde: malachite o verde di rame
Rosso: minio, ossido di piombo o solfuro di Mercurio.
Blu: Lapislazzuli, azurite o a partire di alcune piante.
Giallo: ocra, zafferano ed altri

L’Eremita, Arcano della saggezza…

L’introspezione ed il tempo, chiavi della saggezza

L’eremita è rappresentato da un personaggio in piedi e incurvato, che cammina nell’oscurità. Sia il primo piano che lo sfondo sono vuoti. La sua figura occupa tutto lo spazio della lama. Questo dimostra che le soluzioni non vengono dall’esterno ma sono interiori.
Nella mano destra tiene o una lanterna che illumina il suo cammino (tarocchi di Marsiglia) o una clessidra (Visconti-Sforza) che evoca la nozione del tempo che passa.

Questa lama rappresenta anche la solitudine. L’Eremita affronta la notte da solo, obbligandolo all’introspezione. Noi soli infatti deteniamo le chiave per concretizzare i nostri progetti. La sua posizione incurvata e il bastone per aiutarsi a camminare, indicano le difficoltà per raggiungere i nostri obiettivi. In ogni modo, anche se la sua evoluzione è graduale e lenta, raggiungerà il suo obiettivo. La rappresentazione della lama con la clessidra rafforza il concetto di una progressione prudente, attraverso l’analisi e la riflessione. La nozione di tempo è primordiale per questa carta. L’eremita ci insegna che una gestazione lunga e difficile non è sinonimo di fallimento ma bensì del raggiungimento misurato degli obiettivi.

Un simbolo di speranza

La lanterna è simbolo di guida, ma è anche un’illuminazione che può spegnersi da un momento all’altro per la debole intensità della fiamma. Una luce fragile che ci aiuta comunque ad aprirsi una strada nell’oscurità.

In un tiro l’eremita esprime dunque sempre una nozione di tempo, che sia l’idea di ritardo o la possibilità di essere coinvolto in un progetto a lungo termine che non si realizzerà nell’immediato.

È una carta importante perché evoca il bisogno forte di ritrovare sé stessi e la lucidità. In una situazione complessa, ci indica che con determinazione e perseveranza, riusciremo ad uscire da un vicolo cieco ed a ritrovare delle condizioni di vita più favorevoli.